Marketing e...

Non dire, non fare, non comunicare.

Durante queste giornate di referendum ha vinto la campagna del “non fare” volta ad ottenere un risultato molto evidente, un risultato espresso dall’assenza di un’opinione.

Ma questo è davvero quello che vogliamo sia il nostro biglietto da visita? Quello di persone senza un’opinione?

Naturalmente non sto scrivendo un articolo che parla del Referendum nè tanto meno di politica, il mio blog non è il luogo adatto. Però mi permetto di prendere spunto dalle tante riflessioni lette su questo argomento per parlare dello status più comune al giorno d’oggi,  quello di chi non si esprime.

Trasferiamo questo concetto al marketing e pensiamo a quelle (tante) aziende che ritengono totalmente inutile pianificare una campagna di comunicazione, una strategia comunicativa che PARLI dei valori dell’azienda, delle persone che vi lavorano, dei clienti con i quali hanno rapporti tutti i giorni e dei loro bisogni. Parliamo di chi ritiene che il re indiscusso del proprio business quotidiano sia solo ed esclusivamente il prodotto.

Siamo tutti concordi nel definire di estrema importanza tutto ciò che può portare alla vendita di un prodotto qualitativamente competitivo e coerentemente conforme alle aspettative del mercato ma siamo nel 2016…può questo essere sufficiente? Ovviamente no. Quindi, passo 1, va fatta una pianificazione del piano di comunicazione.

Passo 2. Chi fa la pianificazione del piano di comunicazione? Ovvero, chi si occupa di dare voce all’azienda e portare alla luce di tutti i valori, gli obiettivi e le sue peculiarità? Sembra una domanda sciocca ma vi è mai capitato di sentire un Amministratore Delegato o un Direttore Commerciale che dice “ma tanto il marketing lo faccio io”?….A me è capitato qualche volta e non ho mai commentato. Penso sempre che questa frase spieghi da se quali sono i risultati da aspettarsi.

Quindi meglio Non Comunicare o Comunicare male, vi chiederete? E io vi rispondo che meglio iniziare a comunicare quando si ha qualcosa da dire, lo si pianifica e gli si dà continuità utilizzando persone competenti e mezzi adeguati. Lo sviluppo coerente di una campagna di comunicazione è importante per creare credibilità, per costruire quel biglietto da visita che permetterà di bussare ad una “porta fredda” e trasformarla in un’opportunità.

Le piccole aziende guardano alle grandi pensando a come poter pianificare sorprendenti campagne pubblicitarie con pochi soldi a disposizione. Le risorse le abbiamo in casa, davanti ai nostri occhi. Le persone che lavorano con noi e per noi, parlano della loro appartenenza al gruppo di lavoro, parlano della qualità dello staff, del progetto e certamente del prodotto.

Quindi:

spazio al DIRE. Dire chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando.

spazio al FARE. Produrre materiale coerente e farlo in modo continuativo.

spazio al COMUNICARE. Perchè non farlo vuol dire semplicemente….non esserci………

………anche quando si decide di non andare a votare.

 

 

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3 thoughts on “Non dire, non fare, non comunicare.”

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